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Prestito per chi percepisce l'Assegno di Inclusione: cosa si può fare

Chi riceve l'Assegno di Inclusione ha comunque strade concrete: credito su pegno presso un Monte dei Pegni, microcredito sociale, raccolte fondi online, fondi Caritas e antiusura, incentivi all'avvio d'impresa come Resto al Sud, oltre agli aiuti del Comune e a un garante.

Prestito per chi percepisce l'Assegno di Inclusione: cosa si può fare

La situazione reale di chi riceve l'ADI

L'Assegno di Inclusione ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal gennaio 2024. L'INPS lo accredita su una carta elettronica dedicata ai nuclei con minori, persone con disabilità, over sessanta o componenti inseriti in programmi di cura certificati.

Trattandosi di una misura temporanea, legata all'ISEE e a un percorso di attivazione, gli intermediari non la considerano una fonte sicura di rimborso. Quando non c'è altro reddito nel nucleo, quasi ogni richiesta di finanziamento viene respinta.

Perché banche e finanziarie dicono di no

Il Testo Unico Bancario impone di verificare il merito creditizio. Si cerca una busta paga o una pensione, e la cessione del quinto, il prodotto tipico per redditi bassi, è collegata per legge a stipendio o pensione. Un sostegno assistenziale non può essere ceduto allo stesso modo.

L'assegno dura inoltre diciotto mesi, poi segue una sospensione e un eventuale rinnovo di dodici mesi. Un prestito più lungo del periodo coperto, senza altre entrate, appare all'ufficio rischi come un debito privo di fonte di rimborso.

L'ADI conta come reddito? È pignorabile?

Alcuni intermediari lo accettano solo come integrazione di uno stipendio. Sul fronte dei creditori, le prestazioni assistenziali sono in linea generale escluse dal pignoramento secondo il codice di procedura civile, e chi presta sa di non poter recuperare facilmente il credito.

Questa tutela protegge la famiglia, ma spiega anche perché gli usurai prendono di mira i beneficiari. Non contano sulle vie legali: puntano su minacce, documenti trattenuti o sul controllo della carta di pagamento.

Centrale dei Rischi e CRIF

La Banca d'Italia gestisce la Centrale dei Rischi, che registra le esposizioni da 30.000 euro in su e tutte le sofferenze. I sistemi privati come CRIF conservano anche i piccoli prestiti e i ritardi, da uno a tre anni secondo la gravità.

I propri dati della Centrale dei Rischi si consultano gratuitamente tramite il servizio online della Banca d'Italia. Anche i sistemi privati devono fornire la scheda su richiesta. Le segnalazioni errate si contestano all'intermediario e, se serve, all'Arbitro Bancario Finanziario.

Come funziona l'ADI nella pratica

La domanda si presenta all'INPS, a un patronato o a un CAF, poi segue l'iscrizione alla piattaforma SIISL e il colloquio con i servizi sociali. L'importo dipende dalla scala di equivalenza e dall'ISEE, con un'integrazione per l'affitto. Verificate sempre gli importi aggiornati sul sito INPS.

La carta ha limiti di spesa e i prelievi in contanti sono contenuti. Ogni nuovo reddito o variazione del nucleo va comunicato, perché può modificare l'assegno. Anche un prestito ricevuto da parenti conviene documentarlo per iscritto, con importo e piano di restituzione.

Microcredito sociale e fondi Caritas

Il microcredito sociale previsto dall'articolo 111 del TUB finanzia piccole somme per famiglie in difficoltà temporanea, con l'affiancamento di un tutor. L'Ente Nazionale per il Microcredito promuove lo strumento, mentre le banche erogano tramite associazioni ed enti locali convenzionati.

Caritas Italiana e molte diocesi gestiscono fondi propri che garantiscono prestiti bancari a chi è escluso dal credito. Nel 2025 la Conferenza Episcopale Italiana ha avviato Mi Fido di Noi, un programma nazionale di microprestiti garantiti per persone e famiglie in difficoltà.

Fondazioni antiusura e fondo di prevenzione

Le fondazioni antiusura, molte riunite nella Consulta Nazionale Antiusura, usano il fondo statale di prevenzione nato con la legge 108 del 1996 per garantire prestiti bancari a famiglie sovraindebitate a rischio usura. Offrono anche consulenza gratuita e trattative con i creditori.

Per il sovraindebitamento grave, il Codice della crisi prevede procedure gestite da un Organismo di Composizione della Crisi, compresa l'esdebitazione del debitore incapiente. Sono percorsi formali che richiedono una dichiarazione completa e sincera di tutti i debiti.

Tassi soglia e diritti del consumatore

Ogni trimestre il Ministero dell'Economia pubblica i tassi soglia, cioè i tassi massimi leciti per ciascuna categoria di finanziamento. Superarli integra il reato di usura. L'intermediario deve indicare il TAEG; il consumatore può recedere entro quattordici giorni ed estinguere in anticipo.

Cinque famiglie di soluzioni per chi riceve l'ADI

Oltre allo sportello bancario, in Italia convivono antichi Monti di Pietà, microcredito regolato e incentivi pubblici all'impresa. Ogni famiglia di soluzioni ha un proprio punto di accesso e molte si combinano, per esempio un centro d'ascolto Caritas che indirizza verso un tutor del microcredito.

Credito su pegno. Il Testo unico bancario riserva il pegno alle banche, oggi per esempio ProntoPegno di Banca Sistema e Acantus di Intesa Sanpaolo. Oro e orologi vengono stimati, si riceve parte del valore senza verifica del reddito e il pegno non riscattato va all'asta.

Il microcredito sociale dell'articolo 111 TUB

Il microcredito sociale, per persone in particolare vulnerabilità economica, arriva fino a 10.000 euro e deve prevedere servizi gratuiti di accompagnamento. L'Ente Nazionale per il Microcredito promuove questi programmi, mentre diocesi e Comuni fanno spesso da garanti per chi non ha una busta paga.

Crowdfunding, prestiti solidali e aiuti caritativi

Una raccolta fondi online può coprire cure dentistiche o spese scolastiche; conviene chiedere a un CAF se le somme ricevute incidono su ISEE o ADI. Le piattaforme di crowdfunding di prestito richiedono l'autorizzazione di CONSOB e Banca d'Italia e finanziano imprese, non famiglie.

Centri d'ascolto Caritas, Comunità di Sant'Egidio, Croce Rossa Italiana e conferenze della San Vincenzo de Paoli pagano bollette, arretrati d'affitto o spese scolastiche con contributi una tantum. Le fondazioni antiusura diocesane aggiungono garanzie senza interessi, e alcuni fondi parrocchiali prestano piccole somme a tasso zero.

Avviare un'attività per uscire dai debiti

Invitalia gestisce incentivi come Resto al Sud 2.0, rivolto a giovani disoccupati o inattivi del Mezzogiorno, e ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero per giovani e donne. Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati richiedono un piano d'impresa e una domanda approvata.

Per un nucleo che percepisce l'ADI, i nuovi redditi da lavoro autonomo vanno comunicati all'INPS e cambiano il calcolo del beneficio: meglio farsi seguire da un CAF. Una piccola impresa può sostituire l'assegno e finanziare un piano di rientro, ma un fallimento lascia nuovi debiti.

Le alternative a confronto

La disponibilità cambia da regione a regione, da diocesi a diocesi e da Comune a Comune. La tabella aiuta a scegliere a quale sportello rivolgersi per primo; ogni strada comporta comunque una valutazione del bilancio familiare e nessuna è automatica.

AlternativaChi la offreCondizioni tipicheLimiti
Microcredito socialeBanche con associazioni o ComuniPiccola somma, tutor, tasso contenutoListe d'attesa, bandi locali
Fondo Caritas o diocesanoCaritas, diocesi, Mi Fido di NoiColloquio al centro d'ascolto, prestito garantitoRisorse limitate
Fondazione antiusuraAderenti alla Consulta Nazionale AntiusuraGaranzia su prestito bancario, accordi con creditoriPer famiglie sovraindebitate
Contributo comunaleServizi sociali del ComuneAiuto una tantum per bollette o affittoNon è un prestito, discrezionale
Credito su pegnoBanche autorizzateOro o preziosi in pegnoAsta se non si riscatta
Prestito con garanteBanca o finanziariaFamiliare con busta paga cofirmaIl garante si assume il rischio
Incentivo all'avvio d'impresaInvitalia (Resto al Sud 2.0, ON)Piano d'impresa, contributo e finanziamento agevolatoSelettivo, reddito incerto
Raccolta fondi onlinePiattaforme di donazione, reti parrocchialiCampagna pubblica per un bisogno precisoImporto non garantito

Piano d'azione

  1. Calcolate il bisogno esatto e verificate se Comune, Regione o un bonus utenze possono coprirlo senza debito.
  2. Richiedete gratis la visura della Centrale dei Rischi e la scheda CRIF.
  3. Fissate un colloquio in un centro d'ascolto Caritas o presso i servizi sociali.
  4. Chiedete del microcredito sociale o di Mi Fido di Noi nella vostra diocesi o città.
  5. Se i debiti sono già ingestibili, rivolgetevi a una fondazione antiusura o a un OCC prima di chiedere altro credito.
  6. Se un familiare può garantire, confrontate le offerte sul TAEG e leggete il modulo SECCI.
  7. Conservate contratti e ricevute e comunicate puntualmente all'INPS ogni variazione.

Segnali di truffa e di usura

  • Annunci di prestiti tra privati per beneficiari ADI che chiedono un anticipo, una marca da bollo o una polizza prima dell'erogazione: gli intermediari autorizzati trattengono i costi dal finanziamento, mai in anticipo.
  • Richiesta di consegnare la carta ADI, il PIN o il documento d'identità come garanzia.
  • Soggetti assenti dagli albi della Banca d'Italia di banche e intermediari finanziari.
  • Rate settimanali in contanti con interessi molto sopra i tassi soglia.
  • Promesse di nessun controllo su Centrale dei Rischi o CRIF.
Posso ottenere la cessione del quinto con l'ADI?

No. La cessione del quinto è riservata a dipendenti e pensionati, il cui datore di lavoro o ente previdenziale versa la rata direttamente. Un sussidio assistenziale non si può cedere. Un componente del nucleo con contratto o pensione può chiederla a proprio nome.

Un prestito Caritas finisce nelle banche dati?

Se la Caritas garantisce un prestito erogato da una banca, questa lo segnala come qualunque altro finanziamento. Pagare regolarmente costruisce una storia positiva nei sistemi privati; i ritardi vengono registrati e pesano sulle richieste future.

Un prestito riduce l'importo dell'ADI?

Un prestito non è reddito, quindi se documentato non riduce di norma l'assegno. Il patrimonio entra però nell'ISEE: somme ancora presenti sul conto alla data di riferimento possono influire sul calcolo successivo.

Cosa fare se ho già un debito con un usuraio?

Rivolgetevi a una fondazione antiusura o ai Carabinieri. Le vittime di usura possono accedere al fondo di solidarietà statale, che richiede la denuncia. Non firmate nuovi fogli in bianco e non impegnate l'assegno per saldare quel debito.

Il garante è una soluzione sicura?

Può funzionare se il garante ha un reddito stabile e sa che la banca può chiedergli l'intero debito. Mettete per iscritto come dividere le rate e scegliete un importo contenuto con una durata breve.

Organizzazioni e risorse utili

Riferimenti ufficiali e normativi